giuliano

sabato 5 ottobre 2013

GENTE DI PASSAGGIO: Francesco Carletti (76)













































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.... Distemperata per l'eccessivo caldo e nociva per li
forestieri, quantunque temperatissima e sana per quel-
li che vi nascono, sì come segue in tutti i paesi.
La qual febbre mi messe e fermò nel letto di tal sorte,
che se non fosse venuto il tempo dell'imbarcarmi ancor-
ché ammalato, non fo dubbio nessuno ch'io sarìa restato
sotto quella terra, nella quale lassai gran parte del mio
sangue, essendo stato quella la prima volta che mi furo-
no forate le vene sette giorni continui l'uno dopo l'altro,
né per questo restai libero.




Ma venuto il tempo della partenza per andare con gli
schiavi all'Indie, m'imbarcai così ammalato, essendosi
dato la carica a due uomini portoghesi che avessero
cura delli nostri schiavi mori, li quali s'imbarcorno nel-
la già detta navetta nolleggiata da noi, accomodando in
essa li uomini sotto la coperta stivati l'uno appresso l'-
altro, in maniera così stretti che a gran pena, volendo,
si potevano voltare da un lato all'altro; le donne stava-
no di sopra per tutto la nave a lor modo il meglio che
potevano.




Davasi a tutti da mangiare quanto volevano, una volta
al giorno, di certo miglio di que' paesi cotto in acqua,
e condito con olio e sale; la mattina per collatione, si
dava loro un pugno per uno di certo seme a modo di
anici, a quel modo crudi ma non già di quel sapore.
Il bere seguiva doppo l'aver mangiato a mezzo giorno,
tuffando ciascuno il ceffo in un bigonciulo, bevendo a
un fiato quanto potevano senza repigliarlo; e poi, la
sera, se a qualcheduno avanzava qual cosa se lo man-
giava insieme con le sue camerate,che erano dieci




schiavi per quadriglia.
Così dopo avere imbarcato tutto quello che faceva di
bisogno per un tal viaggio, ci partimmo dall'isola di San-
to Jacopo alli 19 di aprile di quel medesimo anno 1594,
in compagnia d'un' altra nave carica anch'essa di schiavi
neri e armamenti da scambiare in altri porti di attracco,
e dirizzando la prora verso occidente, navigando quasi
sempre per una medesima altezza di 14 in 15 gradi dell'-
equinotiale verso la parte borica, solcammo quello spa-
tio di mare oceano di tre mila miglia in trenta giorni feli-
cemente... con li carichi delli schiavi et quelli delli tanti
schioppi.......

(Francesco Carletti, Ragionamenti del mio viaggio intorno
al mondo) 










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