giuliano

domenica 23 marzo 2014

LO STRANIERO (2)







































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(presentazione Tomo...)

Lo Straniero

Prosegue in:

La fine del mondo (Lo Straniero) (3)  &

Del dominio dei folli (Lo Straniero) (4)













Nell’immobile gelo solo un Lupo ed un Trovatore all’ombra di un albero spoglio apparenza di ciò che pensano morto, nella bufera contempla l’eterna Rima… ed un fiocco di neve posa il disegno… specchio della sua forma in Lui evoluto. Acqua che sgorga, ghiaccio che compie la sua Poesia, ciclo nel Tempo nutrito, Pensiero immobile in attesa della sua nuova Primavera, Universo che nasce da una ‘simmetria’ assente al fuoco della futura Storia, frutto proibito di codesta Rima….
Sulla via infinita lo Spirito rinasce a nuova vita, e l’acqua nel freddo e nel gelo di quel martirio… pose la forma, perché il Primo morì all’alba dell’Universo nato nella Primavera di una nuova stagione nel Tempo pregato di un diverso Universo pensato….  
Nell’Albergo di questa Rima a voi narrata, ogni villeggiante e popolo che lavora, come ho detto, si scalda al calore del camino della Storia, dove l’eresia è, come un Lupo perseguita. Ma una mattina, da una fitta nebbia, un puntino fu scorto: saliva e scendeva per un ripido e invisibile sentiero, forse… da una prima simmetria ispirato e partorito… Divenne, poi, solo un misero Sciatore (per chi pensa vedere in questo strano mondo Creato…) nella materia evoluto, lui che volle saziare un Primo Pensiero confuso, appena intuito, ed il Bigotto che vide siffatta Poesia salire strisciare e volare nel nobile giardino nella Genesi cresciuto, riconobbe ed indicò un gioco confuso, perché pensiero privo della retta via per secoli rigorosamente istruita, ma, per Dio, in quel puntino è di certo per sempre smarrita…..




In codesta salita e discesa…, due rami ai piedi e altrettanti fra le mani, rimembra confusi e lontani mondi pagani… Ma è simmetria che gioca con lo specchio della vita, confondendo il certo principio pregato su ogni rigo… Mito ripetuto nell’albero indicato, inizio e castigo di ogni peccato!
Per concludere la lunga Rima che accompagna il misero eretico della vostra nobile e gloriosa Storia… così ben custodita e conservata (e purgata da ogni diversa eresia) nell’illustre biblioteca della memoria, il reo perseguito e braccato come il più grande ed infame peccato, è inciampato e sconfitto dalla vita, perché Straniero e digiuno della materia che sazia ogni bugia (via Crucis) di codesta via. Infatti, per il grave peccato, fu chiamato et incaricato il Politico a perseguire ugual via da un Papa istruita: condannare e confiscare il peccato neppure pensato, lui fedele servo di ogni sovrano maestro dell’ inganno al soldo di un Papa perdonato.
Servo fedele di ogni Impero così magnificamente edificato, abdicando alle fondamenta ogni vile raggiro sempre perdonato al pio pellegrino: arma la mano con il sorriso da ciarlatano da quando fu inventato il Tempo suo eterno alleato, solo per numerarlo accudirlo e saziarlo, complice nel beffardo destino che lo vuole padrone di ogni mattino e su un Teschio… nel circolo del Tempo… comanderà il martirio…, così il potere è servito!




Difende la Storia ed ogni verità bracca e divora, lasciando ai posteri solo l’inganno ordinato per santa sua mano; accompagnato dall’illusione scolpita su ogni Secolo che il Tempo misura. Che siano denari o agnelli è sempre pecunia che pascola nel fertile giardino… dove l’inganno è così ben protetto e custodito e anche  contato fino all’Autunno di un nuovo Inverno, ove il freddo ed il gelo abdicano ad un sogno la speranza di un Re, Straniero mai morto….
Rinascerà nel freddo di un bianco sorriso: dal ghiaccio e dal gelo nutrito. Re Straniero al suo Creato…, e nel fuoco immolato per ogni loro (infame) peccato!….
… Ma ora scusatemi, illustri e nobili grammatici (scribi e farisei della illustre casta nel Secondo… da voi costruita), son terminati codesti capitoli insensati e sgrammaticati… dalla Storia braccati cacciati e numerati. Per vostra distinta fortuna che avete voluto leggere questa ennesima et immonda Eresia, ora vi tocca di nuovo perseguirla…, altrimenti i Capitoli, così ben celati (ma sicuramente già divorati: pecunia di una diversa memoria… movimento nella materia scolpita) possano vivere nell’Universo straniero di codesto peccato ora coltivato.




Possono vivere nella stagione del Tempo smarrito, ove ancora la materia non compie e compirà il suo umile e ricco inchino (beffardo destino…, se pur umile urla come un agnello travestito alla croce del martirio…), quella fu pensata nel freddo e nel gelo destinato e comandato ad ogni diversa creanza che (stai pur certo…) non fa’ Rima con la pecunia che avanza: striscia e ripete la Rima, ride ed urla, mima la vita, è nata da una nebbia che lenta saliva… e scrive nella beffa la sua poesia; poi volle sognare la vita… nell’Universo narrata, ma quella ripeteva parola senza intendere il senso dell’intera (Prima) Rima che ancora non era vita.
Ripeteva braccava e perseguitava (come Storia comanda), e quando il sogno si perse nella strofa divenuta martirio, Dio aveva spiegato il mistero e creato la vita nel dolore nutrita di un Secondo… urlo… specchio del suo volto taciuto ad un Teschio abbattuto!
Nella Primavera di questa nuova venuta tu gusterai la Rima (a me la cima di un invisibile calvario) braccata e vissuta, e ad una Croce condannerai la mia venuta. Al Teschio della tua natura… io lascio la vita… o Rima che sia… Grazie della (tua) parola alla Poesia di ogni mattina… non avrei mai scoperto il mondo imperfetto… io che ora balbetto confusa Eresia… Straniero alla tua rima…

(Giuliano Lazzari,  Lo Straniero: accompagnato dalle bellissime foto di:

 Julian Calverley)
















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