giuliano

giovedì 12 giugno 2014

LE SFIDE DELLA NATURA: un nobile viaggiatore (4)





















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Migrazioni & relazioni (5)














Ma ora soffermiamoci sul più nobile migratore dei cieli, la Sterna Codalunga, le sue migrazioni sono senza dubbio le più importanti che si possano osservare in tutto il mondo avicolo. Questo uccello nidifica lungo le coste settentrionali dell’Europa, dell’Asia e dell’America del Nord (è senza dubbio l’uccello più nordico), passa infatti l’inverno nella parte meridionale dell’Atlantico e del Pacifico e talvolta anche al di là del cerchio antartico.
Questi enormi spostamenti che superano i 17.000 chilometri, hanno fatto dire a Rorbush (in Murphy), che questa Sterna che passa l’estate boreale nel paese degli Esquimesi e l’inverno boreale lungo le coste dell’Antartide, è colui che vede il sole per il tempo più lungo nel corso della vita: ‘Durante circa 8 mesi all’anno, essa ha 24 ore di giorno, e durante gli altri 4 mesi più giorno che di notte’.




La questione della zona di svernamento della Sterna Codalunga è stata molto dibattuta. Infatti taluni esemplari erano stati raccolti già una cinquantina d’anni fa’ nei mari antartici, specificatamente nel mare di Weddel, tra il 64° e il 66° di latitudine Sud; e di qui si pensò che le Sterne svernassero in questa zona. Nuove osservazioni sono venute a dimostrare una diversa realtà, e che in verità il ‘Pack-ice’ antartico costituisce una importante area di ‘svernamento’ della Sterna Codalunga e senza dubbio anche la più importante.
Da quando le nostre conoscenze sulla avifauna dei mari antartici si sono accresciute, si è constatato infatti che un gran numero di Sterne li frequentavano un po’ dappertutto, e specialmente nei settori situati a Sud dell’Oceano Indiano. La scoperta di una Sterna sull’isola Amsterdam è stata confermata da numerose altre osservazioni compiute nei paraggi, come d’altronde in Australia e in Nuova Zelanda. Visto il numero di questi uccelli, non si può pensare che si tratti di individui isolati o dispersi, ma più probabilmente di un movimento regolare.




La Sterna Codalunga è conosciuta in tutto il Pacifico occidentale, tra il Giappone e la Nuova Zelanda; bisogna dunque ammettere che gli individui osservati nei settori antartici a Sud dell’Oceano Indiano e in Australia provengono dall’Atlantico; essi sono spinti verso Est nella zona dei grandi venti, sembra lontanissimo, prima di poter penetrare nei mari antartici dove svernano.
Le Sterne Codalunga sono dunque dei grandi viaggiatori, per non dire i più grandi, tra tutti gli uccelli che migrano. Altre specie di Sterne compiono anch’esse spostamenti stagionali di grande ampiezza. Ma le loro migrazioni, al contrario di quelle della Sterna Codalunga, seguono le coste e non comportano che raramente i lunghi tragitti marittimi propri della Sterna Codalunga. Tra le Sterne quest’ultima specie occupa un posto equivalente a quello del Gabbiano tridattilo tra i Laridi.
In genere, si può osservare, che molti tra i migratori a lunga distanza si spostano dall’Europa centrale, o anche dalla Scandinavia e perfino dalla Siberia al Sudafrica, coprendo distanze che vanno dai 10.000 ai 15.000 chilometri per una tratta, e dunque fino a 30.000 chilometri all’anno.
I migratori europei capaci di prestazioni di tale portata sono la Cicogna Bianca, la Cannaiola Verdognola e il Beccafico.




 Fra i migratori attuali il record di distanza coperta è detenuto dalla Sterna Codalunga, questo uccello migra regolarmente dalla sua area di riproduzione nelle regioni artiche fino alle acque dell’Antartico, dove in qualche caso effettua una circumnavigazione della calotta glaciale. Nella migrazione autunnale sono stati attestati l’inanellamento percorsi fino a circa 22.000 chilometri, che corrispondono a una prestazione totale annua nell’ordine di grandezza di 40.000 chilometri, in taluni individui anche di 50.000 chilometri, ossia l’equivalente del periplo del globo terrestre ogni anno.
Poiché la Sterna Codalunga può superare i 25 anni di vita il percorso coperto nell’intera vita può arrivare all’ordine di grandezza di 1 milione di chilometri, e tali non sono sufficienti per spiegare il comportamento ‘bestiale’ verso questi splendidi esemplari, queste meravigliose ‘macchine della natura’ da cui dobbiamo ancora imparare molto; ed gli antichi quali Plutarco, Pitagora ed Aristotele, non di certo cacciatori, volsero la loro attenzione a questi messaggeri del cielo, cosa a cui il nostro o meglio il vostro occhio non è più abituato... eccetto che per una insana....




La ricerca della migrazione degli uccelli inizia, infatti, con Aristotele, al quale dobbiamo conferire il merito e l’onore di aver elevato lo studio degli uccelli al rango di scienza. Aristotele ci ha tramandato con una sorprendente quantità di  dettagli le sue osservazioni in quelli che sarebbero divenuti i diversi campi della ricerca ornitologica: la sistematica, la morfologia, la fisiologia, l’embriologia, l’etologia ecc..
Aristotele era anche convinto che alcune specie si trasformassero in altre specie per sopravvivere all’inverno o alla lunga estate……  
















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